venerdì 2 novembre 2018

Mattatoio N. 5 - Un libro da leggere

Iniziamo per gradi: prima di elencare i motivi per cui lo considero uno dei miei libri preferiti, partiamo dalla classica sinossi, copiata e incollata dal negozio qui sopra.



Vonnegut, americano di origine tedesca accorso in Europa, con migliaia di altri figli e nipoti di emigranti come lui, per liberarla dal flagello del nazismo, batté lande tedesche coperte di neve che il suo piede non aveva mai calcato. Fatto prigioniero durante la battaglia delle Ardenne, ebbe la ventura di assistere al bombardamento di Dresda da un osservatorio decisamente sconsigliabile alle persone deboli di cuore: l'interno di una grotta scavata nella roccia sotto un mattatoio, adibita a deposito di carni, nelle viscere della città. Alla fine del bombardamento, che fu uno dei più terribili e sanguinosi nella storia della guerra, quando Vonnegut uscì all'aperto, al posto di una delle più belle città del mondo c'era un'ondulata distesa di macerie sopra un numero incalcolabile di morti. Da questa dura e incancellabile esperienza nacque Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini, storia semiseria di Billy Pilgrim, americano medio affetto da un disturbo singolare ("ogni tanto, senza alcuna ragione apparente, si metteva a piangere") e in possesso di un segreto inconfessabile: la conoscenza della vera natura del tempo. Tutto è, è sempre stato e sempre sarà, passato e futuro sono sempre esistiti e sempre esisteranno, nulla dipende dalla volontà dell'uomo. "Prenda la vita momento per momento," dice a Billy Pilgrim l'ultraterrestre che un bel giorno d'estate lo rapisce col suo disco volante, "e vedrà che siamo, tutti, insetti in un blocco d'ambra."

Il passaggio di cui parla la sinossi è un po' più ampio, ma ci torneremo a tempo debito. Parliamo dell'insieme: un romanzo fatto di storia e di fantascienza; un miscuglio che di solito a me fa storcere un po' il naso, una contaminazione di generi che non stanno bene insieme. Quasi (e sottolineo questo termine) come mischiare vampiri, licantropi e compagnia bella con l'amore adolescenziale "eterno": non si amalgamano bene insieme; ecco perché gli appassionati di horror di solito odiano Twilight. Ma non divaghiamo, restiamo sul pezzo e lasciamo in pace i vampiri (che fanno la loro sporca figura quando non brillano al sole o si innamorano di timide fanciulle).

Parliamo invece di alieni. Perché nel romanzo di Vonnegut si parla (anche) di alieni. Questi rapiscono il nostro Billy Pilgrim, protagonista della storia, e lo portano sul pianeta Tralfamadore, dove viene esibito, nudo, in uno zoo. E già questo è un motivo per amare il libro, visto che tratta della guerra. Meglio essere prigionieri di guerra o esposti in uno zoo extraterrestre, invogliati ad accoppiarsi con un ex diva del cinema?

Su Tralfamadore, Billy impara che il tempo esiste già tutto: passato, presente, futuro. È tutto preconfezionato e siamo noi umani che riusciamo ad andare in un'unica direzione. Ecco un passaggio a riguardo:
[...]
"La cosa più importante che ho imparato su Tralfamadore è che quando una persona muore, muore solo in apparenza. Nel passato è ancora viva, per cui è veramente sciocco che la gente pianga al suo funerale."

C'è da dire Billy lui inizia a viaggiare nel tempo molto prima dell'incontro con gli alieni. Questi non hanno nulla a che fare con i suoi sbalzi temporali. Grazie ai Tralfamadoriani riesce solo a capire cosa gli sta succedendo. Questo è solo un piccolo dettaglio, ma a me ha lasciato qualcosa, facendo l'analogia con la guerra.

Complicato? E non ho nemmeno nominato lo scopo del libro. L'intenzione è quella di informare la gente sul massacro di Dresda ed effettivamente l'autore lo fa. Ma grazie al concetto che Billy ha sul tempo, potete capire che la guerra non viene presa troppo sul serio. Anzi, da semiserio si passa anche all'ironia, più e più volte. Tutto grazie a questa piccola grande componente inserita: la distorsione del concetto comune di tempo. C'è un passaggio molto amato tra i fan del Mattatoio N. 5, dove Billy vede un film sulla guerra, a rovescio:

[...] Gli aerei americani, pieni di fori e di feriti e di cadaveri decollavano all'indietro da un campo d'aviazione in Inghilterra. Quando furono sopra la Francia, alcuni caccia tedeschi li raggiunsero, sempre volando all'indietro, e succhiarono proiettili e schegge da alcuni aerei e degli aviatori. Fecero lo stesso con alcuni bombardieri americani distrutti, che erano a terra e poi decollarono all'indietro, per unirsi alla formazione.
Lo stormo, volando all'indietro, sorvolò una città tedesca in fiamme. I bombardieri aprirono i portelli del vano bombe, esercitarono un miracoloso magnetismo che ridusse gli incendi e li raccolse in recipienti cilindrici d'acciaio, e sollevarono questi recipienti fino a farli sparire nel ventre degli aerei. I contenitori furono sistemati ordinatamente su alcune rastrelliere. Anche i tedeschi, là sotto, avevano degli strumenti portentosi, costituiti da lunghi tubi d'acciaio. Li usavano per succhiare altri frammenti dagli aviatori e dagli aerei. Ma c'erano ancora degli americani feriti, e qualche bombardiere era gravemente danneggiato. Sopra la Francia, però, i caccia tedeschi tornarono ad alzarsi e rimisero tutti e tutto a nuovo.

Quando i bombardieri tornarono alla base, i cilindri d'acciaio furono tolti dalle rastrelliere e rimandati negli Stati Uniti, dove c'erano degli stabilimenti impegnati giorno e notte a smantellarli, a separarne il pericoloso contenuto e a riportarlo allo stato minerale. Cosa commovente, erano soprattutto donne a fare questo lavoro. I minerali venivano poi spediti a specialisti in zone remote. Là dovevano rimetterli nel terreno e nasconderli per bene in modo che non potessero mai più fare male a nessuno.

Gli aviatori americani lasciarono l'uniforme e diventarono dei ragazzi. E Hitler, pensò Billy, divenne un bambino. [...]

Ecco, qui si capisce che Vonnegut ha del genio. "Basta" distorcere il tempo e la guerra diventa una cosa positiva. Il nostro grave errore non è fare la guerra, ma andare in un'unica direzione nel tempo.

Ora la smetto, sennò starei qui a ricopiare tutto il libro. Prendete questo post come recensione, se volete. Io avevo solo voglia di scrivere qualcosa sul Mattatoio N. 5, un romanzo che per me, umile lettore, sfiora (se non raggiunge) la perfezione.

Vi lascio solo l'ultimo estratto di cui parlavo all'inizio e un consiglio: leggete, gente! Leggete!

[...]
"Benvenuto a bordo, signor Pilgrim" disse l'autoparlante. "Domande?"
Billy si passò la lingua sulle labbra, rifletté un momento e infine chiese: "Perché proprio io?"
"Questa è una tipica domanda da terrestre, signor Pilgrim. Perché proprio lei? Perché proprio noi, allora? Perché qualsiasi cosa? Perché questo momento semplicemente è. Ha mai visto degli insetti sepolti nell'ambra?"
"Sì." Effettivamente, Billy in ufficio aveva un fermacarte formato da un blocco di ambra con tre coccinelle incastonate.
"Be', eccoci qua, signor Pilgrim, incastonati nell'ambra di questo momento. Non c'è nessun perché."

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