mercoledì 22 novembre 2017

Basta sognare!

immagine di carnivalhalloween.com
Minigonna, stivali fino alle ginocchia, cosce nude, corsetto a stringere la vita e il seno, a gonfiarlo, labbra viola, capelli sciolti, viso truccato e occhi che urlavano un'unica parola: sesso. Capello a punta, da strega. Camminata a gambe incrociate fino al bordo del letto. Si piega. Guanti fino ai gomiti, le mani che avanzano sulle lenzuola, poi le ginocchia.
Ora i seni si vedono meglio. La gonna copre a malapena il fondoschiena che la strega si porta dietro, come un vagone ondeggiante. Le mani della ragazza arrivano alle ginocchia. «Dolcetto o scherzetto?» chiede, con un dito tra le labbra.
Sdraiato sul letto, lui freme, ovvio che freme; chi non la vorrebbe una strega così? «Credo che assaggerò il dolcetto.» risponde.
La ragazza sorride, abbassa il viso, il vagone dietro è ancora alzato, la gonna lo scopre un po' a rivelare i glutei che, da quella posizione, ricorda vagamente la forma del cuore. Lei sbottona i jeans, preme con il palmo sull'eccitazione nelle mutande, e poi via anche queste.
«Oh, sì, Elisa.» sussurra senza volerlo. Sorride all'idea di quello che sta per fare la strega. Eccoci. Ci siamo. Si sta abbassando con le labbra schiuse...



Briscola interrotta

immagine di La valle dei Tempi
Briscola interrotta

Personaggi:
NERINO, contadino
GIACOMO, disegnatore pubblicitario
MASSIMO, assicuratore
ADOLFO, consulente di creme
BARMAN

Scena: tavolo in un locale. Entra Nerino, si siede.

Odore di speranza

immagine di assinews.it


Sniff, sniff.
L'odore di Famiglia si sta affievolendo, sta svanendo. Sto cercando di trattenere questo profumo il più a lungo possibile, ma – sniff, sniff – viene sostituito dell'odore di gas di scarico, dall'odore di gomme e di asfalto scaldato. Famiglia è andato via; osservo la direzione in cui è scomparso. Ritornerà, ritorna sempre. Anche quando mi lascia a casa, la famiglia ritorna ogni volta. Scodinzolo al pensiero: la coda sull'asfalto alza la polvere.
Non mi ha mai lasciato in questa strada sconosciuta. Non capisco perché dovrei aspettare proprio qui, ma ci sarà sicuramente una ragione.
Il Sole è quasi sopra di me; tiro fuori la lingua per il calore e mi guardo intorno.
Qui ci sono solo contenitori di metallo di tutti i grigi possibili, contenitori che vanno veloci, che odorano di petrolio bruciato, che fanno un sacco di rumore e dove gli umani entrano per andare lontano. La famiglia mi ha portato qui con il suo contenitore. Quando avrà finito quello che deve finire, tornerà a prendermi per andare a casa. Magari giocheremo un po' con il bastone.
Sì, sarebbe bello. Torno a scodinzolare. Solo io e Famiglia che giochiamo al bastone.
Quel contenitore tornerà, la famiglia mi farà salire dentro e cercherò di fargli capire che voglio giocare.

domenica 5 novembre 2017

Il conto

Noi ci siamo e ti guardiamo.
Noi ci siamo e ti guardiamo.
Paga il conto o uccidiamo.
Noi ci siamo e ti guardiamo.

Lex si sveglia con quella cantilena nella testa. Seduto al buio, inizia ad ansimare: il petto che si gonfia e si gonfia in maniera frenetica, le dita che stringono le lenzuola sotto di lui. Sente l'aria notturna che gli punge dolcemente il viso sudato. Ricorda ora di aver chiuso la persiana, ma non la finestra. Accanto a sé, Elena mormora qualcosa nel sonno, si gira verso di lui e con un braccio gli cinge l'addome. Lex lascia la presa sulle lenzuola. Lentamente i suoi occhi iniziano a distinguere gli oggetti in ombra. Sospira e poi torna a respirare a ritmo regolare. Si rimette sdraiato e fissa il soffitto.
Noi ci siamo e ti guardiamo.
È stato un incubo, solo un incubo.
Paga il conto o uccidiamo.
Si è fatto influenzare da quello stupido gioco, fatto quasi... Oddio, un anno fa! Sembra passata una vita. Perché gli è tornato in testa proprio ora?
Noi ci siamo e ti guardiamo.
È stata Elena a ricordarglielo. Il giorno prima, mentre parlavano con gli amici, la discussione è caduta su quel gioco. Dopo quattro birre, ogni argomento era valido per continuare a parlare. Com'era? Dieci anime all'anno in cambio di ogni desiderio. O roba simile. Che cosa stupida! Forse le anime erano solo cinque. Be', rimane una cosa stupida. Si gira verso la sveglia: 5:26. Allora è mattina. Ormai non ha senso rimettersi a dormire.
Paga il conto o uccidiamo!
Ora basta con questa cantilena in testa! Lex sposta il braccio della moglie, le da un bacio sulla testa e riceve come risposta un altro mormorio. Si alza dal letto. È solo uno stupido gioco innocuo, fatto insieme agli amici. Era solo uno stupido gioco. Già fatto, passato, non nel presente, da non pensarci più. Va in cucina, aziona la macchinetta del caffè e, mentre aspetta che si scaldi, si rolla una sigaretta.