sabato 12 settembre 2015

Anche questa è musica

Immagine di www.autoevolution.com
 Anche questa è musica – Alex Coman

A mio fratello, Marcy

Shhh... Lo senti? mi chiedi.
Interrompiamo il nostro discorso, qualunque esso sia, e ci mettiamo in ascolto. Non ho altra scelta, in fondo. Un rumore gutturale, basso, un rombo echeggia contro e pareti delle montagne intorno a noi e ti vedo fremere per l'eccitazione: i peli delle braccia che ti si alzano quasi fossero orecchie drizzate, orecchie in ascolto. Ma non lo senti solo con i timpani, questo rumore, o solo con le braccia. No. Questo è un suono che senti con i polmoni, che ti vibrano dentro incuranti del respiro che ti serve per sopravvivere.
Ma è proprio lì, quando il respiro si ferma, che si vive di più e tu lo vivi questo suono, vibri insieme a lui come se i cavalli di potenza sotto quel cofano rumoroso ti galoppassero sotto.
Senti, senti, senti.
Vvrrruuummm...
Chiudi gli occhi e ti vedi a quel volante: ora corri, corri fantino, schiaccia quel pedale e fai sfrecciare quelle centinaia di cavalli sotto di te. Butta fuori l'adrenalina che ti tieni dentro, falla uscire nel grido e strilla, esclama, urla!, esprimi la fantasia che t'abbaglia la mente in quei pochi secondi che dura questo rombo.
Corri, fantino, schiaccia quel pedale e immagina il movimento dei pistoni che scorrono su e giù, su e giù, senza mai fermarsi, su e giù solo per te, solo per il piacere delle tue orecchie. Immagina quel cofano tuo, perché è tuo in questi pochi secondi, immagina le strade che percorri in compagnia costante di questo suono, le curve, le frenate, l'accelerazione, il motore che ti fa le fusa a mezzo metro dal naso: Vvrruuummm...
Che... musica, ragazzi!

Con la mente in viaggio, fantino, premi quel pedale e diventa maestro del rombo che più ti piace. Io aspetterò che torni.

Qualcosa che non va...

Immagine da topnegozi.it
 Qualcosa che non va – Alex Coman

La bambina mi fissa. La videocamera mi fissa.
Lui no.
Vedo solo la sua nuca e i suoi capelli. Mi alzo e lo osservo per intero: i pantaloni abbassati fino alle ginocchia, culo all'aria. Credo che stia piangendo, non so se per il dolore o per la vergogna.
Mi giro verso la bambina e sento che la domanda inizia a insinuarsi tra i miei pensieri. Cosa c'è che non va in me? Me lo chiedo ogni volta, ogni santa volta, quando vedo, sento su di me il peso, la paura, il terrore degli occhi sgranati e lucidi. Come quelli di questa bambina, raggomitolata nell'angolo del garage, braccia che circondano le ginocchia, incapace di decidere se ringraziarmi o avere paura di me.