lunedì 30 dicembre 2013

1° Estratto dal romanzo di Robin Alert

Come alcuni sanno, sto portando avanti due idee che si stanno sviluppando in altrettanti romanzi. In uno di questi ci sono più storie nella storia principale. Robin Alert, personaggio di fantasia, è lo scrittore a cui il mio assassino si ispira e ho deciso di inserire nel romanzo anche alcuni estratti dei suoi libri, che non sono altro che racconti di mia inventiva stroncati da una parte o dall'altra, per dare loro proprio la forma di un estratto.

Premetto che il personaggio principale del romanzo ha in mano il codice mostrato nell'immagine del post, con sotto scritto "Ti piace Robin Alert, vero Xam?". Perciò, Xam cerca appunto di ricordare come si possa decifrare tale codice, facendosi mentalmente un ripasso dei libri che ha letto di Robin Alert.
Alla fine di questo estratto c'è la soluzione del codice sopra, perciò ha un suo perché.

Vi lascio quindi alla lettura, sperando che vi piaccia. Come sempre, consigli e critiche costruttive sono sempre bene accetti.


mercoledì 18 dicembre 2013

Self-publisher - Tre lavori in uno. Su Socializer

Navigando nel web con l'aiuto anche dei social networks, mi sono imbattuto in questo articolo di Rita Carla Francesca Monticelli, autrice della saga Deserto Rosso, dove spiega di essere stata ospite di Socializer. Mi ha colpito molto il suo intervento nel podcast di Beatrice Nolli: l'argomento trattato è proprio quello del self-publisher.


sabato 30 novembre 2013

Tra storia e leggenda: Ambrosio Aureliano. Intervista a Diego Luci.


Diego Luci. Scrittore e non solo. Appassionato di storia e artista d'immagine. Per me è un grande onore averlo come ospite nel mio blog, cogliendo l'occasione per parlare del suo libro, Ambrosio Aureliano. Forse professionalità e amicizia sono due parole che, secondo me, lo descrivono in maniera sufficiente. A voi, l'intervista.

venerdì 22 novembre 2013

Dracula nel mondo di Oz - 77 Fiabe Buffe

In occasione dell'uscita dell'antologia "77 Fiabe Buffe", ecco la mia favola numero 2 all'interno del libro.
Per chi volesse leggere anche il primo racconto con il quale ho partecipato, eccovi il link: Urgenze finanziare.

L'antologia è a cura di Diego Luci, che è anche l'autore della copertina. Sempre grazie a Luci, all'interno si trovano anche dieci illustrazioni in bianco e nero e cinque a colori, immagini che prendono spunto dai vari racconti.

mercoledì 20 novembre 2013

3° edizione del concorso letterario "Gente che scrive in 300 parole"

Parte la terza edizione del piccolo concorso in 300 parole, con scopi benefici. Avrete un personaggio, un ambiente (ovviamente scelti a caso) e la sfida di farci un racconto "di senso compiuto" in 300 parole. Vi lascio al regolamento, che potete leggere anche nell'evento facebook al seguente link: https://www.facebook.com/events/171674219707741/?fref=ts Qui, oltre ad avere gli aggiornamenti del regolamento, si può parlare direttamente con i partecipanti o con il presidente, per eventuali dubbi o informazioni. ATTENZIONE. Non è possibile menzionare le proprie tracce in alcun modo.


Intervista ad Alessandra Angeletti. L'identità di Ginger Bread.


Okay, gente. Si parla di sesso e lo dico esplicitamente. C'è anche molto altro, certo, ma sappiate che quest'intervista è dedicata a quell'azione che rende noi maschietti incapaci di usare il cervello e le femminucce desiderose di esprimere i loro più profondi segreti, nascosti dietro a quei bei visi di timidezza.

Ecco a voi, quindi, Alessandra Angeletti / Ginger Bread, ospite del mio blog per questa volta, e la sua raccolta erotica Miele Piccante.



venerdì 1 novembre 2013

L'ombra del passato - Gente che scrive sui... Carabinieri

Questa è l'ultima mia piccola fatica per "Gente che scrive per..." che è stata partecipe al primo concorso del gruppo sui carabinieri. Come sempre, l'antologia che ne uscirà avrà scopi benefici. E' ancora in fase di editing, ma al momento della pubblicazione inserirò anche il link, così potete leggervi alcuni racconti sui carabinieri (dalle barzellette "romanzate", ai gialli, a storie realistiche).
Intanto, ecco il mio. Pure questo diviso in paragrafi, anche se il punto di vista non cambia.

domenica 27 ottobre 2013

Cena con DuO a "La Romita"

Parte un "piccolo" evento, finalizzato a far conoscere il progetto DuO, Dona un'Opera e il locale La Romita di Terni.

Copio e incollo la descrizione (leggermente modificata) dell'evento già data a qualche autore.

mercoledì 23 ottobre 2013

La morte del tramonto - Scartato

Questo è un mio racconto con cui ho partecipato al concorso letterario Giallo D'Arte 2013 ( http://www.giallodarte.it/ di Malgradopoi.it e Bruno Elpis).
Purtroppo, su oltre sessanta autori, non sono riuscito nemmeno a entrare tra i primi trentatré (il numero dei selezionati per l'antologia). Tuttavia, vorrei condividerla con voi ugualmente, se non per il mio testo, per le stupende illustrazioni di Diego Luci che ho usato come elemento d'arte, come voleva il regolamento.

lunedì 7 ottobre 2013

Urgenze finanziarie - 77 Fiabe Buffe in Libri Stellari

Una minifiaba moderna e buffa, che andrà a far parte del terzo libro edito e autopubblicato dal gruppo Libri Stellari. 77 Fiabe Buffe.

Spero di essere riuscito a fare una miscela giusta, avendo scelto Alì Babà come protagonista. Per il resto, godetevi la lettura!


sabato 5 ottobre 2013

Intervista a Riccardo Pietrani, autore de "Il segreto dell'ultimo giorno"

Riccardo Pietrani è l'autore del romanzo Il segreto dell'ultimo giorno, in testa alle classifiche nella fantascienza su iTunes e altri store online, oltre a essere quasi sempre stato nella top 100 di varie piattaforme.
Vi lascio alla sinossi e, in seguito, all'intervista.

mercoledì 2 ottobre 2013

Confronto tra generazioni...

Maria Francesca Comerci, la presidente dell'Ados (Associazione Donne Operate al Seno di Narni), aveva organizzato un evento per la prevenzione del tumore. Era previsto il mio intervento con il progetto DuO e non solo, come in altri eventi ai quali ho partecipato insieme Maria. E dico Maria e non Comerci, perché ci conosciamo da tempo ormai. Vista la mia assenza al convegno per alcuni motivi di orario, la presidente ha scritto un racconto su come ci siamo conosciuti, che insieme proponiamo. Lascio a lei la parola.

Ispirazione del cavolo...

Pochi giorni fa, rientrando a casa, guidavo tranquillamente sulla superstrada insieme ad altri centinaia di automobilisti. Niente di particolare, insomma. Grazie alla mia chiavetta USB, mi trovai ad ascoltare una canzone hip-hop rumena, che, riassumendo, parla del fantastico delirio che provocano alcune sostanze stupefacenti, quando il mondo diventa un altro e riesce a strapparti un sorriso (oppure ore interminabili di risate). Naturalmente, c'è anche l'altro aspetto molto più negativo della droga, ma non soffermiamoci su questo.

domenica 15 settembre 2013

Luca Trovato, non solo autore di "Libero Arbitrio"

Luca Trovato è l'autore di Libero Arbitrio, un fantasy thriller emozionante. Prima di lasciarvi all'intervista e al booktrailer del romanzo, vorrei solo precisare che Luca Trovato non è solo uno scrittore. Di mestiere fa il carabiniere, ma è appassionato anche di disegno, il fumetto in particolare, e, soprattutto, dà vita a numerose iniziative di scrittura per scopi totalmente benefici, con il suo gruppo facebook Gente che scrive per... 




Benvenuto nel mio piccolo mondo, Luca Trovato. Ti piace?

Ciao. Nel tuo mondo ci sono entrato appena me lo hai proposto, senza problemi e senza pregiudizi. Diciamo che mi sono fidato alla cieca e, sinceramente, ho ben riposto la fiducia. Ti sei scontrato con problemi vari ma sono contento che tu riesca a tenere unita la DuO a cui, ovviamente, auguro tanta fortuna…

Parlaci di te e del tuo libro, Libero Arbitrio.

Luca Trovato, nato a Pistoia il 04 giugno 1969. Ultimo di tre fratelli. Lavoro per l’Arma dei Carabinieri dove entrai a 18 anni precisi. Ho solo tre valori a cui credo e su cui baso la mia vita: la famiglia, Dio e i Carabinieri. Dopo varie peripezie (che non vi posso scrivere qui sennò rischio di farne un romanzo) sono tornato a Pistoia dove lavoro dal 2003 come vice comandante di una Stazione Carabinieri. Nel 1994 mi sono sposato a Torino con una donna che adoro e nel 1999 è nata la mia unica figlia. Anche su questa ultima vicenda ho scritto un racconto visto che, secondo alcuni dottori, mia figlia Francesca non ce l’avrebbe fatta a vivere… altra storia… per fortuna passata.

Fin da piccolo ho avuto una fantasia eccezionale grazie ai tanti libri che leggevo. Adoravo Verne. Poi crescendo sono passato ai gialli di Agatha Christie o di Ellery Queen. Mi trovo ad essere uno dei pochi ad aver letto con piacere i “Promessi Sposi” del Manzoni.

Insomma tutti questi input nel mio cervello hanno fatto si che cominciai a scrivere degli pseudo libri… li chiamo così perché, rileggendoli, mi faccio solo tante risate.

Quando tornai a Pistoia incontrai il mio compagno di banco delle medie con cui ricordammo con piacere i tempi che furono. Lui mi disse che aveva dei miei quaderni dove avevo scritto delle cose. Me li ha ridati e l’adolescente che sognava di scrivere un libro è tornato a bussare all’uomo adulto.

Così sono arrivato al mio primo racconto: “Il Perdono” scritto per un concorso internazionale. Era la prima volta che mi affacciavo in questo mondo e partecipai senza tante pretese. 4000 partecipanti ed io arrivati 13°… fu un grande risultato.

Mi devo dilungare raccontandoti velocemente un’altra coincidenza che fa si che io scriva racconti e libri. Nel 2009 conobbi sul social network facebook una ragazza di Firenze che aveva grandi problemi con il suo ragazzo. Diciamo che scoprii un suo profilo fasullo fatto per ingannare il suo ragazzo che era un farfallone. Diventammo amici e lei si confidò con me sfogandosi. I miei consigli furono ascoltati…infatti ora sta con un altro ragazzo. Comunque lei svolge il lavoro di editor per discorsi o racconti. Io gli parlai del mio progetto “Libero arbitrio” e lei si offrì di correggerlo.


Come ti è venuta l'idea del romanzo e/o cosa ti ha spinto a scriverlo?

Come avrai capito sono cristiano credente e praticante, ma non disdegno la scienza. Mi spiego: molti cristiani si bloccano con la fede quando devono dare delle risposte. Io cerco di darle lo stesso. Leggo un giornale mensile famoso dove, nell’intestazione, c’è scritto “scoprire e capire il mondo”. Un giorno mi sono imbattuto in teorie su mondi paralleli… poi un articolo su scoperte archeologhe mi catturano e incuriosirono (adoro i musei e la storia antica). Ma era lungi da me nel metterli in un libro.

Mia figlia frequentava le elementari e la maestra dette un compito molto particolare: inventare una storia con il protagonista, l’antagonista e altri paletti che facevano si che nascesse una favola.

Ricordo che con Francesca (mia figlia) cominciò una gara per inventarci storie fantastiche. Praticamente non le raccontavo le favole classiche ma storie che inventavo sul momento e che poteva cambiare anche lei mentre nascevano dalla nostra fantasia.

Un giorno raccontai la storia di mondi paralleli…di bene e di male…di cristianità…

Mi piacque e cominciai a buttare giù un racconto che si concluse in poche pagine.

Per puro divertimento quel racconto diventò un libro… e nacque “Libero arbitrio”.

Molti mi hanno consigliato di cambiare il titolo ma purtroppo è quello che mi è venuto subito in mente e non lo cambierò più…


Il padre della protagonista è un carabiniere, come te. Suppongo che Francesca allora sia un personaggio ispirato a tua figlia. È così?

Chiaro che si… Come ti ho detto tutti i racconti di fantasia venivano fatti per mia figlia Francesca ed era logico che la protagonista fosse sempre lei. Dopotutto, se ci pensi, nel libro vengono messe in risalto i tre valori a cui credo: famiglia, religione e carabinieri.

Nella prima stesura le amiche della protagonista erano le amiche dell’epoca di mia figlia… poi cambiai i nomi per non creare problemi.


So che la copertina è una tua creazione. L'immagine suggerisce una doppia personalità, due caratteri opposti, due principi opposti. Come mai questa scelta?

Penso che il titolo risponda ampiamente alla tua domanda: “Libero arbitrio”. Questo non è altro che un concetto filosofico e teologico secondo il quale ogni persona è libera di fare le sue scelte. Molti credono al destino… ad una vita già predeterminata prima della loro nascita. Un cristiano invece sa che Dio ci ha lasciato la libertà di scegliere tra il bene e il male… subendone le conseguenze. Diciamo che l’argomento ha molte sfaccettature e ne potremmo parlare per giorni e giorni senza trovare una risposta. Per questo, nella religione, si interrompe tutto quanto con la parola “FEDE”. Se tu ce l’hai non ti fai domande di come è nato il mondo e tutto quello che vedi intorno a te.

Nel libro si parla, come in ogni libro di questo genere, dell’eterna lotta tra il bene e il male. Ovvio che sapevo sarebbe stato difficile trovare una storia veramente diversa dal comune. Per farti un esempio la Rowling, con il suo “Harry Potter”, ha preso dei personaggi noti (maghi ed elfi) e li ha attualizzati creando un capolavoro. Io la paragono a Tolkien che si inventò un mondo nuovo basandosi su personaggi e storie mitologiche.

Capisci quanto poteva essere difficile raccontare una storia che parlava di bene e male senza entrare nella banalità o nel copiare altre storie.

Mi sono inventato il bene rappresentato dalla più grande associazione umana mai esistita: la Chiesa. Forse non sarà un’idea geniale o nuova… ma io credo di aver trovato qualcosa di diverso dal solito pur parlando del rapporto conflittuale tra bene e male.

Il libro non è un best seller e quando lo rileggo mi accorgo di aver fatto progressi nella scrittura attuale… ma è e sarà la mia prima creazione e per questo ci sono molto affezionato.


I nove mondi sono una trovata molto interessante, dove ogni persona può trovare se stessa. Cosa credi che i lettori possano vedere in essi?

I mondi fanno parte di una teoria di uno scienziato convinto che ogni nostra azione generi una conseguenza in un altro mondo dove c’è l’altro “IO”.

Te lo immagini che, se così fosse, ci sarebbero nove Luca Trovato? Ma non tutti farebbero il Carabiniere…magari uno di questi è un ladro. Forse in un altro mondo sono un’artista affermato…chissà.

Ti racconto una cosa che apparentemente non c’entra nulla ma alla fine capirai il perché la dica.

Roberto Benigni e Giorgio Panariello, in due diverse interviste, alla domanda di dove prendevano i loro personaggi per gli spettacoli o da dove attingevano le loro battute risposero con un candore sorprendente: “Dalla vita di ogni giorno…basta guardarsi intorno e noterai tanti di quei personaggi e tante di quelle battute…”

Come ti ho detto prima leggo molto e mi interesso alle notizie strane. Nella nostra professione (fammi usare questo termine anche se non siamo autori di romanzi famosi e non campiamo con questo) basta leggere le teorie di qualche professore-scienziato di fama mondiale e farne verità.

La teoria del fisico Brian Greene prevedeva infiniti mondi paralleli…addirittura nove universi paralleli… Poi c’è la teoria di Everett: l'interpretazione dei "molti mondi"…

Insomma basta pensare ad un argomento e svilupparne la cosa a nostro piacimento usando come base le teorie dei professori… una cosa semplice, no?


Hai la chiave di uno dei mondi. Quale vorresti che fosse?

Nel mio progetto iniziale volevo scrivere una saga composta da nove libri…uno per mondo. Il primo parlava di quello che tutti conosciamo….il nostro.

Poi avevo creato alcuni dei nove mondi, ma prima ti devo spiegare quale era la mia idea.

Nel libro faccio spiegare che alla nostra morte ognuno di noi si porta l’esperienza del mondo che lascia che diventa una specie di “deja vu” che poi viene catalogata come fantasia.

Allora mi sono domandato: e se esistessero veramente altri mondi paralleli e in questi si potrebbero trovare i personaggi o i mondi che si sono letti nei vari libri?

Pensa ad un mondo dove realmente ci sono i supereroi… in un altro dove ci sono i personaggi horror classici (magari però che non siano tutti cattivi…). In un altro potrebbero esserci i personaggi mitologici… infatti ho cominciato anche questo progetto…ma te ne parlerò più avanti.

In che mondo vorrei essere? Beh, vorrei essere una sorta di guardiano dei mondi e avere la possibilità di poterli visitare tutti quanti…


Immaginiamo tutti i nove mondi in un unico pianeta, la Terra. Cosa cambierebbe nell'umanità?

Fossero tutti e nove i mondi che ho immaginato io sarebbe un caos totale.

Si troverebbero personaggi nati dalla fantasia degli scrittori nella vita di ogni giorno. Ce li vedi dei vampiri che lottano contro gli elfi? O zombie contro le Valchierie? Però, nella mia fantasia, i personaggi non erano come li conosciamo… avevo pensato a cose diverse che non ti posso anticipare sennò rovinerei il romanzo fantasy che ho cominciato…

Se ci pensi nel genere fantasy puoi sbizzarrirti e fare ciò che vuoi…anche immaginare un mondo alla rovescia dove gli zombie sono delle bravissime persone… non è una cosa pazzesca?


I sette peccati capitali occupano intere pagine del romanzo, personificandosi nei tuoi personaggi. Quello predominante, tuttavia, è la superbia. Perché?

Prima un piccolo ripasso per i tuoi lettori. I sette peccati capitali sono Ira, Invidia, Avarizia, Gola, Accidia, Lussuria e Superbia… Nel celebre quadro di Bosch la superbia è raffigurata con una donna di spalle intenta a provarsi un'acconciatura, mentre un diavolo le regge lo specchio. Immagino che sia quello peggiore.

Diciamo che non volevo far risaltare altri peccati capitali per diversi motivi: l’ira era già stata ampiamente sfruttata nel famoso film “Seven”… avarizia, gola, accidia, lussuria erano peccati troppo circoscritti e non sfruttabili. Rimanevano invidia e superbia. Tra i due l’ultimo è quello più vicino al Diavolo…forse quello che fa più male e che potrebbe racchiudere altri peccati, non trovi?

Hieronymus Bosch, nel 1500 circa, raffigurando i peccati capitali, ha messo Satana solo in quello… probabilmente anche per lui era il peccato peggiore…quello che poteva causare le conseguenze peggiori anche agli altri.


Passiamo ad altro. So che hai fatto un po' di teatro. Raccontaci.

Il teatro è una delle mie passioni. Ti potrei dire che probabilmente è quella più grande perché ti da la possibilità di sentire nell’immediato la reazione del pubblico… nel bene e nel male.

La mia maestra delle elementari ci spiegava storia e religione facendoci fare delle “scenette” e, per tre volte nel corso dell’anno scolastico, ci faceva mettere in scena uno spettacolo fatto di recitazione in prosa o poesia di quello che avevamo studiato.

Recitavo anche nel teatro della chiesa e proprio in quel frangente mi proposero di fare un provino per la scuola di Gigi Proietti a Roma. Non se ne fece nulla perché all’epoca non potevo pretendere che i miei genitori mi lasciassero andare nella capitale per cominciare una carriera fatta da molti punti interrogativi e poche certezze. Curioso pensare che dopo soli tre anni sono andato a Roma per fare il corso di Carabinieri.

Comunque l’amore per il teatro è rimasto e una volta arrivato a Pistoia, all’asilo che frequentava mia figlia, mi fu proposto di partecipare alla recita di fine anno. I genitori infatti mettevano in scena uno spettacolo per i bambini dell’asilo, ovviamente fiabesco.

La cosa mi piacque molto e fu apprezzata da molti. L’anno dopo toccava al nostro gruppo organizzare la festa di fine anno e io mi presi l’incarico. Scrissi “Il drago guardiano” e organizzai uno spettacolo all’interno di un teatro messo a disposizione gratuitamente dal Comune. Posso dire di essere stato il primo genitore ad interessare un teatro….da quel momento in poi tutti hanno seguito l’onda…

Lo spettacolo, fatto per beneficenza, ebbe un successo superiore al previsto grazie a costumi fatti da mamme sarte e molta inventiva e location dipinte dai bambini. Fu fatto un DVD e pubblicità nelle TV locali.

L’anno successivo i nostri bambini erano in prima elementare ma il gruppo teatrale volle ripetere l’esperienza e scrissi il continuo “La strega Urluberlù ladra di suoni”. Altro successo e tantissimi complimenti da parte dei partecipanti all’autore, regista ed interprete… cioè io!

Il teatro non si limita al giorno dello spettacolo ma è fatto di molte prove che, il più delle volte, sono divertenti ma diventano problematiche quando devi organizzare gli appuntamenti per far si che tutti gli attori siano presenti.

Per questo motivo mi balenò l’idea di mettere su un riadattamento della celebre opera teatrale “…e fuori nevica” di Vincenzo Salemme. Tre attori per due ore di teatro comico…un’impresa per chi non è un professionista.

La cosa fu fatta insieme a madre e figlia (all’epoca sedicenne) amanti di teatro.

Lo spettacolo che derivò, intitolato “Quella pazza di mia sorella forse…” ha riscosso un enorme successo tanto da essere stato replicato due volte.

Ma, come ti ho detto, il teatro vuole tante prove.  Poi io sono un tipo abbastanza pignolo e uno spettacolo con soli tre attori vuole affiatamento. La troppa complicità attira equivoci e malizie, che possono innescare gelosie. Così lasciai il teatro.


Sei anche amministratore del gruppo Gente che scrive per... dedicato a varie iniziative per scrittori, quasi tutte a scopo benefico. Come hai deciso di aprire questa "piccola attività"?

Ci fu un concorso organizzato dal giornale “Gente” e i risultati tardavano a venire. Ci trovammo su facebook a tempestare di domande la NIVEA, sponsor dell’evento, che rispondeva in maniera vaga e molto confusa.

Decisi, quasi per gioco, di formare il gruppo prendendo spunto dal giornale che ci aveva fatto incontrare. Dopo il risultato del concorso, che premiò un’appartenente al gruppo, ci trovammo a chiederci “e ora?”. Maria Rosaria Spirito, una persona splendida e veramente bella, propose di fare una raccolta per Natale.

Io non mi persi d’animo. Mi informai su come potevo fare per pubblicare (usando l’autopubblicazione), raccolsi tutti i racconti facendo per ognuno di essi un disegno e nacque “Gente che scrive per…Natale”.

Il libro nacque a scopo benefico a favore dell’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze e la soddisfazione grande fu quando, con altre due appartenenti del gruppo, andai alla fondazione Meyer per consegnare gli utili della vendita del libro: più di duemila euro. Niente male per chi ha fatto tutto senza aiuti di sponsor ed altro.


Quale, tra le iniziative del gruppo, ha avuto più successo?

Il gruppo ha pubblicato diversi libri… vediamo: Gente che scrive per Natale (che rimane sicuramente quello che ha avuto più successo), Gente che scrive per San Valentino, Gente che scrive per la mamma, Gente che scrive sotto l’ombrellone, Gente che scrive poesie, Gente che scrive in 300 parole, Gente che scrive per Natale seconda edizione, Gente che scrive ogni genere (che però ho tolto dalla vendita per la scoperta di piccoli errori di stampa) e ora siamo al grande progetto: Gente che scrive per… l’agenda 2014. Un’agenda per l’anno che verrà pieno zeppa di racconti, poesie e piccole storie… da non perdere.

Questi libri hanno fatto una piccola beneficenza per l’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, l’associazione Salvamamme di Roma e per ultimo l’onlus “MY NAME IS HELP” fondata ed amministrata da un membro del nostro gruppo…Stefania Buscaglia.


Tornando alla copertina e al disegno in generale. Parlaci della tua passione per il fumetto.

Amo disegnare. Amo il fumetto. Amo mettermi alla prova pur sapendo di non essere bravissimo ed avere molti limiti visto che non ho mai studiato disegno…sono autodidatta.

Ultimamente sono migliorato ma ho molte pecche. La mia preferenza rimane sempre per il fumetto classico stile vignetta. Diciamo che quello serio non fa per me, anche se adoro tantissimo i disegni stile Marvel per intenderci.


Il tuo fumetto preferito.

Parli al singolare ma devo risponderti al plurale. Diciamo che ho smesso da poco di comprare fumetti ma non disdegno di leggerli se mi capita l’occasione.

Adoravo i fumetti Marvel e da ragazzino facevo collezione delle saghe “Fantastici 4”, “Vendicatori” e “Uomo Ragno”. Topolino è sempre rimasto un classico che fa da scuola per la mia passione del disegno. Disegno bene Paperino ma tuttora ho difficoltà per Topolino…strano vero?

Ma se devo scegliere un fumetto da incoronare devo dire senza ombra di dubbio LUPO ALBERTO.

A parte che con i suoi disegni ho creato il mito di Luca bravo disegnatore…questa te la devo raccontare.

Praticamente, quando ero al corso Carabinieri non avevo nessun legame affettivo con il gentil sesso. Tutti i commilitoni, sapendo la mia passione per il disegno, cominciarono a chiedermi i disegni più fantasiosi…ovviamente tutti romantici…

Un ragazzo però ebbe la cattiva idea di dire alla sua bella che lui era l’autore dei disegni (io non li firmavo). Una volta la ragazza gli chiese di fargli un Lupo Alberto e lui fece una figuraccia svelando l’arcano.

Mi fa piacere pensare che i miei disegni hanno abbellito chissà quante lettere di ragazzi innamorati.

Consentimi un piccolo pensiero: prima era molto più bello senza cellulari e apparecchiature elettroniche varie…aspettavi una lettera che ci metteva giorni e rispondevi sapendo che l’avrebbe letta dopo altri giorni. Telefonavi per pochi minuti grazie ai gettoni che cascavano consumando minuti…non sapevi cosa faceva la tua dolce metà e aspettavi l’orario prestabilito per chiamarla in casa sperando che non avesse fatto tardi. Secondo me erano bei tempi…


Il tuo autore preferito.

Per il fumetto? Silver e Bonvi tutta la vita, anche se Carl Barks è stato un maestro. Per chi non lo sa è il disegnatore dei paperi…ideatore e primo fumettista della saga Disney. Un genio.

Se invece intendevi per i libri devo dirti che adoro Tolkien, adoro la Rowling ma sicuramente il mio autore preferito è Stephen King…un genio anche se lui stesso ha fatto dei libri che considero dei flop. Ti faccio un esempio famoso? “IT” è una grande storia ma il finale ti lascia come se sei andato in un ristorante d’elite e non hai mangiato abbastanza. Invece pochi hanno letto “L’ombra dello scorpione” che ritengo un capolavoro del genere… se non lo avete letto fatelo subito!!!


Un'altra tua passione è la corsa e, in particolare, la maratona. Hai fatto Pistoia-Abetone, giusto?

100 chili, cardiologo che ti guarda e ti dice “Hai il cuore di atleta…perché non lo usi?” Mancanza di stima in te. Palestra e voglia di dimagrire…

Si può racchiudere in queste semplici considerazioni il mio avvicinamento al podismo.

Come hai capito ero veramente ingrassato e così cominciai a frequentare la palestra come facevo in tempi remoti… Il responsabile della palestra, Enzo detto Enzino che considero un grande amico, mi disse che potevo correre per dimagrire oltre a fare palestra.

Cominciai con il tapis roulant… passai alla strada e mi vergognavo perché dopo alcuni metri ero stanco. Poi conobbi amici podisti che mi coinvolsero negli allenamenti.

Mi vien da ridere se penso che cominciai con due chilometri…dopo un anno feci una gara di 21 chilometri…dopo altri due anni (e varie corse) mi cimentai nella mia prima maratona e in quell’anno feci per la prima volta il percorso della Pistoia-Abetone fino al traguardo intermedio posto a 30 chilometri. L’anno dopo mi dedicai solo ed esclusivamente alla gara fino all’Abetone.

Non posso raccontare della gara sennò nessuno leggerà il mio racconto “Pistoia-Abetone solo andata”.

Premetto una cosa: non sono un podista bravo e forte. Basti pensare che l’anno scorso ho fatto la mia prima Pistoia-Abetone (50 chilometri di sola salita) e subito dopo altre tre-quattro gare finchè, nel novembre del 2012, il ginocchio sinistro cominciò ad avere problemini… sono stato fermo fino ad ora… ricomincerò con calma ponendomi come obbiettivo di nuovo l’Abetone perché è una gara particolare.

Tra l’altro tutto il podismo amatoriale è particolare. Correre è un movimento naturale (chi non sa correre?) e, levando quelli veramente veloci e portati, è un ambiente fatto di risate e divertimento. L’unica spesa vera sono le scarpe…per il resto ci vogliono pantaloncini e maglietta. Vi assicuro che da quando corro lo stress è sparito.


So che stai scrivendo altro in questo periodo. Di cosa si tratta?

Due progetti ambiziosi. Il primo è stato interrotto a favore del secondo. Ho cominciato il secondo mondo rispetto a “Libero Arbitrio”… ti dico solo il titolo e capirai molto se sei amante del genere: “Middangeard”(mi immagino tutti che vanno su Google a controllare cosa vuol dire…ahahahah). Sono arrivato a 113 pagine….decimo capitolo…e mi sono bloccato perché, nel frattempo, ho avuto un’idea per un thriller-giallo-noir.

Infatti il mio secondo progetto, quello che mi sta prendendo molto, riguarda un genere misto tra quelli che ti ho detto. Penso di aver avuto un’idea bellissima e mi piace molto ciò che sto scrivendo…spero di riuscire a dare questa emozione al lettore. Ci tengo molto a questo progetto e per questo desidero che sia vicino alla perfezione…o meglio a ciò che io considero perfezione. Voglio essere sicuro del prodotto e soddisfatto dello stesso prima di pubblicarlo anche a costo di metterci anni nel finirlo… vuoi sapere chi è l’assassino? Ah! Ah!


Cosa scegli tra l'ebook e il cartaceo?

Discussione con mio nipote ventenne su libri ed ebook. Lui mi convinse e comprai un e-reader che uso volentieri ma, sinceramente, il libro ha un fascino tutto suo. Ovvio che se si parla di costi si sceglie l’ebook… ma l’odore della carta e della copertina patinata non ha paragoni.

Pensi che l'ebook sia il futuro?

Vorrei lo fosse per la scuola. Mia figlia frequenta le superiori e spendere 400 euro di libri che verranno usati a singhiozzo mi fa un po’ arrabbiare. Purtroppo penso che ci siano troppi interessi… invece di comprare 400 euro di libri basterebbe far comprare allo studente un E-READER e far scaricare tutti i libri a 5 euro l’uno (anche se costerebbero molto meno…). Ci sarebbe un risparmio incredibile per le tasche dei genitori.

Se poi pensi che a scuola si richiedono sempre e comunque ricerche da fare in biblioteca ti chiederai a cosa servono i libri di testo.


Ora qualche domanda dei fan.

Fan? Mi hai scambiato per qualcun altro?

Mirco Mazzini: "Il romanzo che è innegabilmente un thriller trasuda anche di sentimento, messaggio educativo ma anche di una sorta di misticismo (solo apparentemente esorcizzato dallo sviluppo della trama). Visto che hai scritto molti racconti di TUTTI I GENERI la scelta di dedicare il tuo primo romanzo ad un taglio così specifico da cosa deriva?"

La preferenza del genere va sicuramente al thriller pur amandone molti altri. Credo che “Libero Arbitrio” sia molto fantasy pur toccando temi scottanti e particolari. Il misticismo fa parte del nostro essere. Chi non è attratto dal mistero? Chi non vorrebbe delle risposte in merito alle molte domande a cui non si può dare risposta se non dopo la nostra morte? Non volevo dare delle “Verità assolute” con il mio romanzo, lungi da me. Ma mi sono divertito esorcizzando, anche in maniera molto soft secondo me, argomenti tabù per l’uomo.

Anonimo: "Quale vizio capitale ti rappresenta maggiormente?"

Domanda spinosa e molto particolare… peccato voglia essere anonimo… anche se scommetterei su una donzella. Alla fine penso di averli tutti e sette. Ira? Fatemi un torto e vedrete la parte peggiore di me… mi considero un buono e sono pronto a dare la vita per un amico ma divento una bestia se noto che mi è stato fatto qualcosa. Invidia? Ammetto che provo invidia per chi corre più velocemente di me, per chi disegna meglio di me, per chi scrive meglio di me, per chi mangia e non ingrassa, non come me. Avarizia. Forse è l’unico peccato che non ho e che mi servirebbe avere: sono una cicala. Accidia. Non sono particolarmente pigro ma ho anche giornate dove non mi va di fare nulla e mi piace sedermi all’ombra di un albero a guardare il cielo. Lussuria: vabbè, anche se non vogliamo ammetterlo siamo un po’ tutti quanti lussuriosi, ma il sesso è tabù e i freni inibitori sono stati allenati nel corso della vita. Superbia: a volte devo ammetterlo che lo sono, a volte sono beato nei complimenti degli altri. Forse non sono superbo come vorrebbe il peccato perché comunque conosco i miei limiti. Gola. Penso che il mio fisico possa dire che questo è il vizio che mi rappresenta maggiormente. Sono uno di bocca buona, amo la buona cucina e amo cucinare.

Mirco Mazzini: "Chi scrive tende, volutamente o inconsciamente, a dare risposte...mi pare tu abbia scelto di dare una risposta alla domanda più importante o comunque la "madre di ogni domanda" sulle nostra esistenza...sul Bene e il Male. Si è sempre curiosi di capire la molla di autore. La tua molla su questa domanda?"

Come ho spiegato prima leggo una rivista scientifica molto famosa (sono abbonato da molti anni) e sono attirato da documentari o trasmissioni che parlano di misteri. Ti faccio un altro esempio che non ho fatto precedentemente. Nel libro parlo di Gobekli Tepe che pochi conoscono. In quel luogo è stata fatta una scoperta archeologa fenomenale che potrebbe stravolgere tutta la storia che abbiamo studiato finora. Le teorie potrebbero essere varie e molto fantasiose: Stargate, scoperta di Atlantide o civiltà scomparsa misteriosamente. Sta di fatto che hanno per le mani un sito molto antico (11 mila anni fa) che presenta oggetti e strutture che l’uomo non sapeva fare ancora… poi ci sono pilastri sistemati in modo perfetto: per farlo ci sarebbero voluti 40 uomini e 11 mila anni fa l’uomo non viveva in comunità e non aveva mezzi per sistemare una zona in quella maniera.

La cosa è passata quasi inosservata…un articolo…un documentario e basta…

Penso che un autore di fantasy abbia una curiosità fuori dal comune e che non si vergogni di farsi domande e darsi risposte fantasiose per poi cercare di creare storie.

Ripetendoti che sono cristiano credente e praticante ti posso anche dire che nel leggere il Vangelo potresti porti mille domande e darti centomila e una risposte… Gesù un pazzo visionario che ha preso in giro tutti quanti? O forse un grande truffatore che ha inscenato la sua morte (per questo il corpo non fu trovato)? La vuoi più fantasiosa? Un alieno… Alla fine forse ti rendi conto che la soluzione più credibile è che Gesù è il figlio di Dio sceso sulla Terra.

Che poi il romanzo faccia leva sull’eterna lotta tra Bene e Male penso che sia una conseguenza normale ogni volta che scrivi un fantasy. Dopotutto ci deve essere sempre un cattivo (Male) che vuole distruggere tutto quanto ma si trova sulla sua strada un buono (Bene).

Poi di molle che fanno scattare la stesura di un racconto ne avrei tantissime. Mi guardo intorno di notte e vedo le stelle e vorrei fare un racconto di fantascienza ma ammetto che diventerebbe un genere molto difficile… penso alla mitologia e ai tanti personaggi, alle loro gesta. Penso che potresti sbizzarrirti con mostri combinati da animali esistenti…

Insomma come ho già detto la nostra vita è piena di molle pronte a scattare al minimo segnale. Forse uno scrittore (scusate se mi definisco così) ha questo dono: creare un racconto da un qualcosa di semplice e scontato… io vedo una sedia e immagino i pensieri di chi si è seduto… chi non ama scrivere vede solo una sedia vuota.


Grazie Luca Trovato. Ora, facci un saluto.

Scusatemi per essere stato logorroico… spero vi piaccia ciò che scrivo e vi saluto. Mi interesserebbe il vostro giudizio su i miei lavori…anche quelli negativi, ok?

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venerdì 30 agosto 2013

Erika Corvo. Il "Fai da te" umano racconta la sua scrittura


Oggi ospito nel blog un grande personaggio nel mondo del self-publishing, o meglio, una fantastica persona che è arrivata dove è arrivata grazie solo alle sue forze. Erika Corvo, autrice di vari libri, tra cui Blado 457 e Fratelli dello Spazio Profondo.
Senza indugiare oltre, vi lascio alle mie domande e alle sue risposte.

Parlaci un po' di te, prima di tutto.

Erika Corvo è un “Fai da Te” umano. Tutto quello che so fare, l’ho imparato da sola. Sicuramente sono una donna strana: costruisco mobili, aggiusto elettrodomestici, eseguo piccoli lavori di muratura e idraulica, sbianco casa, lavo a mano la biancheria (non ho la lavatrice e neanche il riscaldamento) preparo medicinali a base di erbe e, mentre faccio tutto questo, scrivo romanzi e leggo manuali di sopravvivenza di Bear Grylls. 

Ho iniziato a scrivere per dimenticare i mille problemi del vivere quotidiano e ho creato innumerevoli mondi di fantascienza e fantasy.

Due figli, uno smisurato amore per gli animali e una grinta inusuale, fanno di me un personaggio poliedrico dai mille interessi e dalle mille risorse.

I miei idoli? Eddie Guerrero, Socrate, Gandhi, Wile Coyote, Valerio Massimo Manfredi, Piero Angela, ReyMysterio, Zahi Hawass, Pink Panther, Luciano De Crescenzo, Nikola Tesla, Annibale, Konrad Lorenz, Roberto Giacobbo, Alessandro il Grande, Bear Grylls, Madre Teresa… elencati volutamente alla rinfusa, alternando il genere dei personaggi.

Perché da tutti si può trarre qualche buon insegnamento, di cultura, di vita, di saggezza, di forza, o di autoironia.

In mezzo secolo di vita ho collezionato una serie di sfighe impressionante, ma non ne ho mai fatto un dramma. Anzi, ho sempre cercato di sdrammatizzare tutto, di riderci sopra, di trovare sempre il modo di tornare in pista, e di rialzarmi da ogni caduta. Se non affronti le avversità con una buona dose di spirito, potrai anche essere viva fuori, ma sarai morta dentro.

Mi sono sposata incinta per andarmene di casa, e soldi per comprare libri da leggere non ce n'erano; dovevo pensare alla casa e al bimbo appena nato. Troppo povera per qualsiasi cosa. Il marito era un poco di buono, e quando il mondo dove sei non ti piace più, ne inventi un altro. Così, i libri, ho iniziato a scrivermeli da sola. Il libro che avresti sempre voluto leggere e nessuno ha ancora scritto. I primi erano solo esperimenti. Dal 1995 scrivo sul serio. Attualmente ho nove racconti completi e altri tre in mente, pronti per essere scritti.


Cosa ti piace scrivere e come hai iniziato ad alimentare questa passione?

Signore Iddio, questa domanda presuppone una persona felice che sviluppa una sua passione, magari supportata e condivisa da amici e familiari. Qui è tutto l'opposto, ho sempre avuto tutti contro.

Se il mondo in cui ti trovi non ti piace più, cominci ad inventarne un altro; come i bambini che inventano gli amici immaginari quando non ne hanno di reali. Le favole che ti racconti da sola per riuscire ad addormentarti serena quando ti sei sposata con un poco di buono, disonesto, geloso e violento, giusto per andartene di casa. Per dimenticare il frigo vuoto, il bambino che non ha vestiti e i soldi che non ci sono. Le favole erano così belle che volevo metterle nero su bianco perché non andassero dimenticate. Di nascosto da tutti, ovviamente, perché quando non ci sono i soldi per mangiare, anche comprare i fogli e le biro è una spesa folle. Se l’avesse saputo “lui”, avrebbe bruciato tutto. Ho preso la patente di nascosto, ho studiato di nascosto, ho preso il rec di nascosto… quasi tutto quello che ho fatto, l’ho fatto di nascosto. Come dicevo, i lavori che ho fatto per sopravvivere sono diventati mille. Parrucchiera, cartomante telefonica, vendita porta a porta, baby sitter, dog sitter, cuoca a domicilio, bricolage domestico nelle case altrui, autista privata, ricamatrice, stiratrice, ripetizioni ai ragazzi delle medie, badante, spesa a domicilio e tanti altri. Poi tornavo a casa e spaccavo la legna per la stufa, sbiancavo i muri, costruivo i mobili con sega, martello, cacciavite e black e decker; ho messo insieme un impianto elettrico (facendo saltare tutto in aria un paio di volte, ma sono ancora viva), e ho cresciuto i figli.

Come nelle favole, un giorno il cattivo muore. Piangerlo? Gesù, mi sono messa a ballare! Mia figlia aveva sei anni, e alla notizia della morte del papà, il suo unico commento è stato: "Meno male, non lo sentiremo gridare mai più!"

Anche se la situazione economica era più triste che mai, adesso ero libera. Potevo scrivere in qualsiasi ritaglio di tempo libero!

E riempiendo una riga alla volta, pagina dopo pagina, un anno dopo l'altro, sono venuti fuori nove romanzi: primi tre, definiamoli “sperimentali”; gli altri sei, uno più bello dell’altro. Mai fatti vedere a nessuno: a casa, per i miei figli, erano comunque (ed è così tuttora) tempo perso e risorse sottratte a loro. Gli editori, quelli scritti a mano, neanche li prendono in considerazione.

Due anni fa ho trovato un posto come badante presso la suocera di un architetto. Un giorno questi mi dice che, per principio, non legge libri scritti da donne, in quanto li trova troppo melensi e sdolcinati. Gli porto uno dei miei lavori e gli dico: bene, leggi questo, l'ho scritto io. Nonostante fossero più di quattrocento pagine scritte a mano, l'ha letto d'un fiato. Poi mi ha regalato un vecchio computer che teneva in montagna e mi ha detto: copialo e presentalo a qualcuno. È veramente bello.


Quali sono i tuoi autori preferiti?

Eh, bella domanda! Ho letto migliaia di libri di qualunque genere, e non esagero. Fino a sedici, diciassette anni, sono uscita di casa solo per andare a scuola e tutto il mio tempo l'ho passato a consumarmi gli occhi sui libri che mio padre aveva in casa; fortunatamente, una biblioteca ben fornita! Ma, da dopo sposata, chi ha mai più avuto i soldi per comprare un libro? Io leggo quelli che gli altri lasciano in un apposito scaffale davanti alla biblioteca comunale, dove si mettono i libri di cui uno si voglia disfare, in modo che qualcun altro possa leggerli invece di buttarli nel cassonetto bianco. Attualmente ne ho in casa solo un migliaio: di più non ce ne stanno. E ogni volta che sbianco i muri devo per forza disfarmi di qualche centinaio di volumi che continuo a portare a casa e accumulo nei mesi . A quali resto più legata? A tutti quelli scritti da Robert Heinlen, Robert Sheckley, Ursula Le Guin, e poi Marion Zimmer Bradley, l'infinita serie degli Urania, la collana Cosmo dell'Editrice Nord, l'esilarante e splendida trilogia del Piccolo Popolo dei Grandi Magazzini, di Terry Pratchett. A tutto quello che hanno scritto Piero Angela, Giovanni Guareschi, Luciano De Crescenzo, Conrad Lorenz, Kipling, Victor Hugo, Bear Grylls, Valerio Massimo Manfredi, Anthony De Mello, Zacharia Sitchin, Graham Hankhock, Pirandello... E ancora tomi di psicologia, patologia forense, medicina, grafologia, psicologia evolutiva, etologia comparata, astronomia… e come faccio a citare tutti? Solo gli Urania e i Cosmo erano centinaia! Ma anche se la fantascienza è stata il mio grande amore, ho sempre letto qualsiasi, e dico qualsiasi cosa avessi tra le mani. Anche la Bibbia. Quando arrivano i Testimoni di Geova scateno furiose polemiche perché la conosco meglio di loro! Adesso mi stanno alla larga, non trovano argomenti per ribattere!

Parliamo dei tuoi libri: Come hai iniziato a scriverli, cosa ti ha ispirato e, soprattutto, di cosa si tratta?

Il ciclo spaziale conta per ora quattro romanzi: “Fratelli dello Spazio Profondo”, già edito; “Black Diamond”, che uscirà a giorni, “Diamond il mio miglior nemico”, e “Diamond: Tutto è possibile”, già scritti ma ancora da pubblicare.

Il ciclo Post-atomico, invece, conta cinque romanzi: “Blado 457 Oltre la Barriera del Tempo” e “Tutti i doni del Buio”, già pubblicati. “La Leggenda di Taman Shoudy”, “Dvostruk” e “Shadir, i Guerrieri Ombra”, già scritti ma ancora da pubblicare. Ne ho in testa altri due o forse tre, ma dovrei avere molto tempo a disposizione per riuscire a scriverli. Per ora, quindi, andrò avanti con quelli già citati, magari facendone uscire un paio l’anno.

Il personaggio su cui s’incentra la serie spaziale, è Brian Black. Questo personaggio è nato nel 96 da una cartolina con la foto di Brandon Lee che avevo comprato e tenevo appesa accanto al letto (e ce l'ho ancora). Ma nemmeno sapevo chi fosse! Mi sono detta: "che bel tipo, quasi quasi gli cucio addosso un personaggio, e poi gli invento una storia su misura." E così è stato. "Il Corvo" l'ho visto solo qualche anno più tardi. La prima avventura che ho scritto di Brian non è “Fratelli dello Spazio Profondo”, ma “Black Diamond”, racconto che sarà in vendita da luglio su tutti i maggiori portali e prenotabile in tutte le librerie del circuito “La Feltrinelli”.

La serie post-atomica, invece, è incentrata su un futuro possibile dove, a seguito di un conflitto atomico devastante, la razza umana è stata decimata. Si sono create, per contro, numerose razze mutanti con caratteristiche ben definite, tra cui i Grandi Alati, gli Shakars, gli Shadir, i Fitokillers, i Cacciatori di Mani, e altri ancora. Ma la domanda è sempre: Cos’è che definisce esattamente cosa sia o non sia un essere umano? Siamo sicuri che i Mutanti non abbiano anch’essi una mente senziente e un animo sensibile?

Qual è il personaggio creato da te che più ti piace? E qual è il personaggio che ti rispecchia di più?

Il personaggio che amo di più, in assoluto, è Brian Black. Cocciuto, ribelle, indomabile, coraggioso, intelligente, determinato, spietato e crudele eppure profondamente sensibile e umano, alla ricerca di giustizia con il mitra in mano. Un maledetto bandito capace di farsi amare, e un disincantato capace di incantare. Il guerriero dell’impossibile, che ho creato per continuare a combattere tutte le volte in cui sono stata io a credere di non farcela. Per continuare a crederci, lungo tutti i secoli in cui l’unico amico è stato lui. L'amico più prezioso, che ha saputo infondermi la certezza che ci sia sempre una via d'uscita. Che finché lui fosse riuscito a cavarsela nell'impossibile, ci sarei riuscita anch'io. Grazie, Brian. Mi hai salvato la vita. Se non ti avessi creato, avrei dovuto inventarti.

Hai intenzione di scrivere altro?

I romanzi finora scritti, in ordine cronologico, sono:

La leggenda di TamanShoudy, dall'agosto al settembre 1995.

Dvostruk, dal settembre al dicembre 1995

Tutti i doni del buio, dal dicembre 1995 a Pasqua 1996; pubblicato il 20 gennaio 2013

Black Diamond, da luglio a ottobre 1996

Blado 457 Oltre la barriera del tempo, da novembre 1996 a marzo 1997;pubblicato il 5 maggio 2012

Fratelli dello Spazio Profondo, da marzo a luglio 1997;pubblicato il 18 febbraio 2012

Diamond, il mio miglior nemico, da agosto ad ottobre 1997

Shadir, i guerrieri ombra, da ottobre a dicembre 2007

Diamond, tutto è possibile, da gennaio a giugno 2008


Quello che balza agli occhi è, quindi, che il primo romanzo che ho pubblicato non è il primo a essere stato scritto. Volevo iniziare la mia “carriera” di scrittrice con “Fratelli dello Spazio Profondo”, poiché Brian Black è il personaggio che più amo e che mi ha dato più soddisfazioni.

Una chicca? In Blado 457 avevo ipotizzato che il terzo conflitto mondiale fosse stato scatenato da aerei di linea che sganciavano ordigni atomici sulle città, in quanto gli aerei di linea sono gli unici a poter impunemente valicare gli spazi aerei nemici senza destare il minimo sospetto. Dato che Blado l’ho scritto nel 97, immaginatevi come mi sia sentita vedendo due aerei di linea schiantarsi sulle “Twin Towers” nel 2011. Sono atea, ma ho pregato Dio che non contenessero ordigni nucleari, e sono stata sollevata dal fatto che Blado non fosse ancora stato pubblicato: avrei passato il resto della vita a domandarmi se Bin Laden non avesse attinto da lì la sua insana idea.

Dimenticavo: Blado è dedicato ai writers (quelli che disegnano sui muri con le bombolette spry). E tutti i personaggi portano i nomi dei writers che nel ’97 andavano per la maggiore a Milano e dintorni: Noce, i Bor Clan, Cupola dell’Oro, Enk, Sad, Led il daltonico, e tanti altri…

L’ultimo romanzo scritto, Shadir, i guerrieri ombra, è invece dedicato al mondo del wrestling, che ho sempre amato fin da quando i miei figli erano piccoli. Tutti i protagonisti sono wrestlers, e abbastanza caratterizzati da poterli riconoscere, qualora si sia esperti del campo. Quando lo pubblicherò, probabilmente sarà un bel divertimento organizzare un bel concorso e vedere chi ne riconosce di più!

Prima di scrivere altro, devo ancora copiare sul pc tutti quelli che devono ancora essere pubblicati… poi si vedrà. Ne ho in testa tre, vedremo quale dei tre verrà fuori per primo…

Oltre alla scrittura e alla lettura, quali sono le tue passioni?

Tantissime e svariate! Bricolage, medicina, psicologia, storia, etologia, erboristeria, lingue straniere.

Incredibile, per una donna che non ha conseguito nessun titolo di studio: ho finito a stento la terza media. Forse so fare tante cose proprio perché a scuola non si impara niente…

Dai un consiglio agli scrittori esordienti.

Volete un consiglio su come fare a pubblicare con un grande editore senza pagare? Scegliete una persona che stia sulle scatole a tutti e fatela fuori. A quanto pare, l’unico modo di stampare un libro e avere pubblicità in tv, è diventare un criminale. Come hanno fatto, ad esempio, Amanda Knox, Cesare Battisti, Felice Maniero, Renato Vallanzasca, il comandante Schettino, Salvatore Parolisi… Poi c’è quel deficiente che ha ammazzato la prostituta e ne ha fatto un romanzo, pubblicizzato direttamente sul tg di Italia uno. Ho saputo in questi giorni che anche Alberto Stasi e Raffaele Sollecito hanno scritto dei libri, pubblicati e pubblicizzati in tv. Se non vi sentite di commettere un omicidio, sappiate che ha pubblicato anche Monica Lewinsky…

Sei pro o contro l'utilizzo del nome d'arte?

Penso che ognuno debba fare come meglio crede. Alcuni sono orgogliosi di far conoscere il proprio nome, altri tengono moltissimo alla propria privacy, e ad altri ancora piace presentarsi con un nome diverso dal proprio. Magari più grintoso, più accattivante o più soave. Certo che è inevitabile, se ti chiami Pasquale Di Molfetta e vuoi fare il DJ, cambiare nome e diventare Linus!

Come scegli la copertina per i tuoi libri?

Una faticaccia! Di solito gli editori ti dicono di andare su qualche sito specializzato di fotografie in vendita e scegliere tra quelle, ma per la fantascienza o per il fantasy, non si trova niente. Ho dovuto ripiegare su foto trovate in rete rimaneggiate e photoshoppate a dovere, e dell’ottimo risultato devo ringraziare alcuni amici. Ho fatto un tentativo di copertina facendola eseguire da un disegnatore professionista e il risultato mi piaceva tantissimo. Ma una volta rimaneggiata dall’editore, non mi piaceva più, era diventata tutt’altra cosa e l’ho scartata. Ho avuto la fortuna di imbattermi, successivamente, in una graziosissima ragazza che ha accondisceso a posare per qualche scatto, e il risultato mi ha veramente soddisfatto.

Grazie per il tuo tempo Erika. Ora, facci un saluto.

Scrivere è l’unico sistema per allungare la vita umana: ti permette di vivere la tua vita e quella di qualcun altro.
Ricordatevi che i miei libri in formato cartaceo hanno la garanzia “Soddisfatti o Rimborsati”: se non dovesse piacervi, dopo averlo comprato, basta contattarmi su Facebook e dirmi cosa non vi sia piaciuto. Mi rispedite il libro e ve lo rimborso di tasca mia, spedizione compresa. Che volete, di più?

Grazie a tutti per l’attenzione e per il tempo che mi avete dedicato!

Fratelli dello spazio profondo
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«Io, lo studente isolato e messo al bando, quello deriso e sbeffeggiato, […] ora avevo centinaia di uomini disposti a farsi ammazzare al comando di un mio schioccar di dita»

Un’avventura che proviene dallo spazio, anni luce lontano dalla nostra galassia. È la storia di un ragazzo che ha cambiato repentinamente il suo destino con accanto l’inseparabile amico Stylo Van Petar.
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Blado 457, Oltre la barriera del tempo
E’ il primo di una serie di quattro racconti ambientati in un futuro post atomico. Come ho scritto nella premessa di “Blado 457”, se l’argomento è stato utilizzato dagli scrittori di fantascienza fino alla nausea, non è detto che non si possa ancora scrivere qualcosa di valido in proposito, e soprattutto, qualcosa di inconsueto. I miei personaggi non sono mai i classici “eroi”. Sono persone talvolta insicure, che agiscono d’istinto invece che seguendo la logica e il dovere, che hanno dubbi, ripensamenti, e sentimenti contrastanti. In Blado 457, lui aveva una missione da portare a termine e rischia di rovinare tutto per un’azione compiuta d’impulso; lei preferirebbe morire piuttosto che vivere in un futuro che si presenta sotto forma di quello che ha sempre rifiutato. Il tutto è condito da colpi di scena, combattimenti, mostri, invasioni, in un ritmo veloce e coinvolgente.
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Tutti i doni del buio

E’ il secondo racconto della serie Post-atomica che ha avuto inizio con “Blado 457 Oltre la Barriera del Tempo”. Si racconta di un ipotetico futuro, in cui la Terra è stata sconvolta da un conflitto atomico. La razza umana è stata decimata e si sono create razze mutanti semiumane, ognuna con caratteristiche differenti. In questo romanzo i protagonisti semiumani sono gli Shakars, i Signori del Buio: spaventose creature carnivore, feroci e crudeli, che popolano boschi e foreste, contendendo il territorio agli umani.
Ma siamo sicuri che la razza più feroce non sia ancora quella umana, costantemente avida di profitto ad ogni costo, ipocrita e xenofoba?
*
Black Diamond
Avevo paura. Il cielo e la terra erano un autentico inferno di fuoco e di fiamme. In aria era un continuo susseguirsi di esplosioni.
Le bombe ad alta risonanza cadevano fitte fitte, come se grandinasse, e le navette da caccia si inseguivano in un turbinio indiavolato lanciando lunghe strisce di proiettili traccianti.
Al suolo, poche guardie federali erano rimaste a presidiare la città di Kizak. Ma erano ormai in rotta, e si nascondevano a stento tra le macerie dei palazzi squarciati dalle esplosioni, i muri crollati e i cadaveri dei compagni caduti, urlando ordini e frasi concitate...

venerdì 23 agosto 2013

Improbabile hacker

Breve estratto. Verosimile?

Restò per un attimo immobile a fissare lo schermo. Ragionò. Le visualizzazioni erano una fonte di piacere per lui, ma nulla di più, visto che non si era mai dato da fare per guadagnare del denaro con queste. I media che avevano puntato i riflettori su di lui, ritraendolo come hacker – improbabile, ma pur sempre un hacker – non erano la migliore pubblicità. Inoltre, tutti lasciavano pensare che forse era entrato nei sistemi della Google! “Dio! Chissà cosa pensano questi, ora?”
Stare con le mani in tasca non era la più astuta cosa da fare. Decise di dissuadere quelle voci, che non potevano portare a nulla di buono. Una email alla Google Inc. era il minimo.
Senza aspettare oltre, aprì la sua posta elettronica. “Devo chiarire che io non ho fatto niente.” La pagina non si caricò del tutto che il pc emise due note. Una notifica comparve in basso a destra dello schermo: Nuovo messaggio in posta d'arrivo. Prima di dedicarsi alle spiegazioni sul suo articolo, per istinto guardò il mittente.
«Cazzo!» esclamò. «Ma che cazzo ho fatto?»
Nuovo messaggio in posta d'arrivo.
Da: Polizia postale e delle comunicazioni.
Oggetto: ATTENZIONE! È possibile una violazione.

sabato 10 agosto 2013

Intervista a Rita Carla Francesca Monticelli, autrice della serie "Deserto rosso"

E' un grande onore per me ospitare nel mio blog Rita Carla Francesca Monticelli, autrice della serie Deserto Rosso, che purtroppo non ho ancora avuto l'occasione di leggere, ma di cui ho sentito parlare molto.

La storia di “Deserto rosso”, ambientata in un prossimo futuro, racconta le vicende di un gruppo di persone che, a trent’anni di distanza dal precedente tentativo fallito di raggiungere il pianeta rosso, ha accettato di consacrare il resto della propria vita all’esplorazione di Marte, divenendone i primi colonizzatori e scrivendo il proprio nome nella storia.


Benvenuta nel mio nuovo e piccolo mondo. Ti piace?

Ciao Alex, grazie per l’invito, è molto carino qui!

Parlaci un po' di te, per le (poche) persone che ancora non ti conoscono nell'universo del self-publishing.

Sono un’autrice indipendente e una traduttrice letteraria e tecnico-scientifica. Sono anche biologa, specializzata in ecologia, e in passato ho lavorato come ricercatrice e assistente universitaria. Adoro il cinema, leggere, viaggiare, cantare, imparare nuove cose e soprattutto inventare storie, per poi scriverle. Vivo a Cagliari e amo la mia terra, la Sardegna.
E, sì, sono l’autrice di una serie di fantascienza a puntate ambientata su Marte e intitolata “Deserto rosso”.


Hai scritto una serie ambientata su Marte e non è un segreto. Ma so che sei anche un'attivista convinta per la colonizzazione sul pianeta rosso. Come mai questa passione?

Attivista è una parola grossa cui tengo dare un significato che rasenta il fanatismo. Direi che sono più che altro un’entusiasta dell’esplorazione spaziale. Marte è il primo importante passo che l’Uomo deve intraprendere per iniziare a esplorare sul serio lo spazio. A parte questo sono molto affascinata dal pianeta rosso perché è un altro mondo molto simile al nostro e davvero dietro l’angolo.
Per questo motivo sono diventata rappresentante italiana di Mars Initiative (www.marsinitiative.org), un’associazione nata negli Stati Uniti che punta a raccogliere fondi da destinare al primo progetto che porterà l’Uomo su Marte. Al momento Mars Initiative ha iscritti in tutto il mondo e sta valutando da vicino Mars One, il progetto privato che conta di stabilire una colonia permanente sul pianeta rosso già fra dieci anni.


Arriveremo mai a colonizzare Marte?

Ovviamente sì. Marte sarà solo l’inizio.


Okay, abbiamo capito che ti piace il pianeta rosso. Ma il resto dell'universo? E la Terra?

Come ti dicevo, mi piace viaggiare e spero di vedere più posti possibili del nostro pianeta durante la mia vita. Ma l’immenso universo là fuori permette a noi tutti di capire quanto la Terra sia solo un minuscolo insignificante sasso. C’è tanto da conoscere, da scoprire e in futuro, magari, esplorare.


Oltre a creare i personaggi presenti nelle tue pagine, hai concesso la vita nel web di uno in particolare. Per quale motivo e, soprattutto, perché proprio Anna?

Anna Persson è la protagonista di “Deserto rosso”, per cui la scelta è stata ovvia, ma devo ammettere che Anna è già viva nella mia mente e in quella dei lettori. Concederle uno spazio sul web in cui esprimersi liberamente mi è sembrato il minimo dovuto in cambio di tutte le belle emozioni che mi procura nel mostrarmi la sua storia.


Cosa potrebbe chiedere il pubblico a Anna?

Qualsiasi cosa, ma non posso assicurare che risponda, né che sia gentile, né tanto meno sincera. Anna è fatta così, a lei non interessa piacere agli altri.


Passiamo ad altro. Hai mai letto qualcosa di un autore emergente?

Mi capita spesso di leggere libri di nuovi autori, soprattutto indipendenti e per lo più stranieri (in lingua originale), e mi è capitato di imbattermi in un sacco di bei romanzi. Quando acquisto un libro di un nuovo autore, tendo a essere molto attenta nella scelta, controllando le recensioni e valutando l’impegno profuso in base alla qualità della copertina e della sinossi, e ovviamente con buon occhio di riguardo al prezzo. In questo modo vado quasi spesso a colpo sicuro. Sono i libri pubblicati da editori che spesso mi fregano, perché sono sempre molto ben confezionati, ma non per questo si tratta di buoni libri, visto che la loro pubblicazione è legata a meccanismi strettamente commerciali di gradimento del lettore medio. E, fortunatamente, io sono tutt’altro che una lettrice media.


Sei su un'isola deserta in attesa dei soccorsi. Che libro vorresti avere tra le mani?

Perdona la vanità, ma sarebbe “Deserto rosso”. Nell’attesa mi crogiolerei all’infinito nelle avventure delle mie creature.


Ebook o cartaceo?

Tutti e due, secondo la comodità e la disponibilità. Il cartaceo però ha due grossi difetti: costa troppo e spesso i caratteri non hanno una buona leggibilità. D’altro canto non me la sento proprio di portare il mio Kindle (o altro oggetto tecnologico di un certo valore) al mare.


Stai scrivendo l'ultimo episodio di Deserto Rosso. Come sta andando?

Ho da poco terminato la prima stesura di “Deserto rosso - Ritorno a casa” e sto iniziando l’editing. Sono abbastanza soddisfatta di come sono andate le cose finora. Questo episodio è il più lungo di tutta la serie e dal punto di vista della storia è molto diverso dai tre precedenti. Le differenze riguardano l’ambientazione predominante, che non è più solo Marte, e i protagonisti che hanno subito un profondo cambiamento nello sviluppo della trama. In “Ritorno a casa” molti ruoli sono capovolti e il lettore si troverà spesso nell’imbarazzo di scegliere da che parte stare. Rispetto a “Nemico invisibile”, l’episodio precedente, che è ricco di azione, in “Ritorno a casa” una buona parte del libro progredisce con un ritmo più misurato, anche perché la storia si dipana in oltre due anni, per poi accelerare negli ultimi capitoli. Quello finale sarà una sorta di epilogo, ma allo stesso tempo aprirà il lettore a nuovi scenari, che verranno sviluppati in altri libri ambientati in questa timeline (ma nel futuro), il primo dei quali, “L’isola di Gaia”, uscirà nel 2014.


Sei una persona ottimista e/o positiva o pessimista e/o negativa?

Sono una persona tendenzialmente ottimista. Per quanto sul presente tenda a guardare alla realtà senza farmi particolari illusioni, sono convinta che il futuro porti sempre dei miglioramenti a chi si impegna veramente per raggiungerli. Mi piace la gente che fa le cose, non quella che si limita a parlarne per avere qualcosa di cui lamentarsi. Questa visione ottimista del futuro si rispecchia anche nei miei libri. Sebbene certe atmosfere siano cupe e molti personaggi siano tutt’altro che positivi, nel senso che non sono dei buoni, tutto è mosso da una forza verso il miglioramento e la speranza, che diventano poi realtà.

Abbiamo quasi finito Rita. Ora una domanda di un lettore, Diego Luci.
Vorrei chiderle se l'aver ambientato un libro di fantascienza su Marte era una scelta dettata da una fascinazione per quel pianeta oppure dalla necessità del background scientifico che intendeva dare al romanzo.

Sono sempre stata affascinata da Marte per il suo essere l'unico altro pianeta del Sistema Solare appartenente alla cosiddetta fascia abitabile che possieda in sé effettivamente i presupposti per una colonizzazione umana. Marte rappresenta la possibilità reale per l'uomo di abitare pianeti diversi dalla Terra, ed è in pratica dietro l'angolo. Ho sempre seguito con interesse la ricerca che riguarda Marte, ma ho iniziato a scrivere questo libro per caso. Avevo appena letto "First Landing" di Robert Zubrin, il fondatore della Mars Society. Si tratta di un romanzo che parla della colonizzazione di Marte usando informazioni scientifiche dettagliate, basate sugli studi dello stesso autore, di cui ho poi letto il saggio "The Case For Mars". Affascinata da queste informazioni e dal fatto che nel frattempo il rover Curiosity stava viaggiando alla volta del pianeta rosso, recando su un chip i nomi di milioni di persone, compreso il mio, a un certo punto mi sono figurata un astronauta che si addentrava nel deserto marziano, da solo, e mi sono chiesta quale fosse il suo scopo. Si trattava di un gesto suicida, spinto dal desiderio di arrivare laddove nessuno era mai stato, o aveva un'effettiva destinazione? Da qui è nata la storia di Anna Persson.


Okay, Rita. Grazie del tuo tempo. Ora, facci un saluto.


Grazie ancora per il tuo invito. Ci vediamo su Marte!

Gli episodi di "Deserto rosso" sono disponibili in Italia su Amazon, inMondadori, Kobo, iTunes e Google Play.
Di seguito, i link di Amazon:

Deserto rosso - Nemico invisibile

Rita Carla Francesca Monticelli vi aspetta sul suo sito  www.anakina.net.

mercoledì 7 agosto 2013

La sezione aurea e il suo uso

Uno dei personaggi del mio romanzo si è appena imbattuto in un articolo su "phi", un articolo che, naturalmente, mi sono dovuto inventare. Beh, se a qualcuno per caso interessa, ecco a voi. Ricordate, è un articolo, non un racconto. Spero che vi piaccia e, se è poco comprensibile, non esitate a dirmelo. Ho cercato di riassumere molte cose, forse omettendone altre essenziali. Come sempre, aspettatevi di vedere i refusi che io ormai non riesco più a vedere.


La sezione aurea e il suo uso
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ɸ (phi), il numero divino o porzione divina, la sezione aurea, rapporto aureo o numero aureo, costante di Fidia e il legame con Fibonacci. Comunque lo si chiami o con ogni cosa lo si colleghi, si tratta pur sempre di un numero, cioè un semplice concetto astratto. Nulla di tangibile attraverso i sensi, quindi nulla di sensazionale. Il numero, inteso come concetto, è la base di quel ramo della logica chiamato matematica, che a volte si confonde con la logica stessa. Altro concetto astratto. A sua volta, la matematica espande la sua tela in angoli remoti, come aritmetica, geometria, trigonometria e altre camere che per alcuni resteranno sempre buie. Si costruiscono così le basi per la fisica, o per la chimica. Si studiano gli elementi, gli atomi, le molecole, il comportamento degli oggetti, degli umani, delle macchine, dei pianeti, delle stelle e delle galassie. E tutto grazie a – o a causa di – un numero.

Ora invece, inizia a esserci un che di sensazionale: vediamo le stelle, odori chimici o semplicemente naturali ci invadono le narici, i denti tritano cibo che poi gustiamo, sentiamo suoni e altre vibrazioni, sentiamo l'attrazione gravitazionale del pianeta, possiamo toccare il nostro pianeta. Tutta la natura. È ovvio che ora abbiamo raggiunto il tangibile, sempre che non si prenda il termine natura come un altro concetto astratto.

Ma non è grazie a ɸ che siamo in grado di studiare le leggi della natura. È un numero irrazionale e questo non basta per avere l'intera matematica e quindi il resto della scienza. Servono sicuramente almeno altri numeri ancora, certe regole, qualche assioma, qualche teorema, formule, costanti, figure, operazioni. E di sicuro qualcos'altro ancora. Il punto è che, la sezione aurea, benché per alcuni rappresenti la natura con tutto ciò che il termine include, è solo uno dei tanti numeri. Allora perché etichettarlo? E soprattutto, perché chiamarlo divino? Avrà sicuramente qualche proprietà degna di questo nome così importante. Divino. Aureo.

Sembra che la sua storia parta dalla vecchia scuola pitagorica, anche se nessuno sa con certezza se prima fosse o meno conosciuto. Uno dei discepoli di Pitagora però, ne diede la definizione, perciò pare che spetti a lui la scoperta, che, precisiamo, si chiama scoperta perché c'era anche prima e nessuno ha inventato il rapporto aureo. Ci saranno delle obbiezioni su questo punto, poiché i numeri stessi sono stati inventati dall'uomo, almeno secondo la stragrande maggioranza delle persone, ma questa è un'altra storia. Precisiamo quindi: Ippaso di Metaponto, il discepolo che ha scoperto la proporzione divina e le sue caratteristiche, di sicuro non l'ha inventata. Poiché, tra le tante cose, ɸ è connesso anche al pentagono con i suoi cinque lati (i pitagorici associavano al numero 5 un'aura magica), rimasero affascinati di fronte a questo rapporto e le sue proprietà, nonostante fossero ancora all'oscuro della gran parte delle caratteristiche del numero.

E già qui la natura interviene. Senza entrare in dettagli matematici per spiegare il collegamento di ɸ con il pentagono (fidatevi, è così), diciamo solo che lati, diagonali e un gran numero di segmenti si trovano in questo rapporto fra loro, ovvero ɸ (il valore nel sottotitolo). Ora, per far entrare in scena qualche essere vivente, basta pensare a qualcosa che in natura abbia la forma del pentagono o della stella a cinque punte. Magari anche una semplice foglia. Oppure, la stella marina, per esempio, ha le proporzioni che ha e sono riconducibili al rapporto ɸ.

Per chi non lo sapesse, la relazione della serie di Fibonacci con la sezione aurea è semplice: il limite della successione del rapporto fra numeri consecutivi è appunto ɸ. In pratica, prendendo due numeri consecutivi della successione di Fibonacci e rapportandoli tra loro, avremo un numero che si avvicina al nostro, sempre di più man mano che si procede nella famosa successione. Ora che abbiamo fatto il collegamento, possiamo menzionare alcuni riscontri che abbiamo in natura, come per esempio la riproduzione dei conigli, che, in condizioni ottimali, sembra che segua parola per parola (o forse numero per numero) quello che Fibonacci ha detto. Prendendo una copia di conigli, osserviamo che, andando mese per mese, avremo prima la stessa copia, il mese successivo ne avremo due, il mese successivo ancora tre, quello dopo cinque, quello dopo ancora otto copie di conigli... Come la successione: 1 1 2 3 5 8 13 21...

Possiamo menzionare anche altri riscontri in natura con il nostro numero e la successione. Elenchiamo quelli più “famosi”: l'albero genealogico dei fuchi, le spirali delle conchiglie e i vari esempi in botanica.
Ma non è grazie ai pitagorici che molti attribuiscono l'aggettivo divino a questo numero. Sembra che parti del nostro corpo siano in rapporto ɸ tra di loro. Attingendo alla definizione di questo rapporto (il rapporto fra due lunghezze disuguali, delle quali la maggiore è medio proporzionale tra la minore e la somma delle due, nonché il rapporto tra la lunghezza minore e la loro differenza) possiamo trovare innumerevoli esempi della sezione in molte materie, come per esempio la botanica (la disposizione geometrica delle foglie di molte piante), la biologia (la spirale di molte conchiglie e, collegando la successione di Fibonacci, la riproduzione di alcuni animali), come abbiamo appena detto. Non stiamo qui però a elencare tutti gli esempi. Ci sono e lo sappiamo. La domanda è: perché? Perché tanti esempi?
Molti non sanno nemmeno della loro esistenza e non conoscono nemmeno questo rapporto e le sue fantastiche caratteristiche (anche se persino Paperino nel mondo della Matemagica insegna ai bambini dove si possa trovare la sezione aurea in natura e in architettura), mentre invece per altri rappresenta una ragione di vita e lo studiano facendo esperimenti, che siano scientifici o artistici.

A proposito di questi ultimi, sappiamo anche che molti pittori hanno usato questo rapporto (in particolare il rettangolo aureo, che non è altro che un rettangolo i cui lati sono in rapporto ɸ tra loro oppure la spirale aurea e l'occhio di Dio verso cui tende). Uno di questi artisti, per parlare di uno dei più famosi, è sicuramente Leonardo da Vinci.

Passando ad un'altra forma d'arte, possiamo collegare anche la musica con alcuni principi matematici, e, (perché no?), con la proporzione divina. Per esempio, molti sostengono che l'armonioso suono del violino dipenda soprattutto dalla forma della propria cassa, e fin qui non ci piove. Tuttavia, il centro di curvatura dell'arco che costituisce la base dev'essere in posizione aurea con la lunghezza dell'intero strumento per avere un suono melodioso.

Abbiamo quindi stabilito che ci sono esempi anche al di fuori della natura. Mettiamo in pratica la proporzione divina per trasformare un dipinto in un'opera d'arte, una canzone in sinfonia, un edificio in monumento... Ma perché esiste anche in natura? Non siamo noi a costruire la vegetazione sulla terra e quindi non ci serviamo di questo numero divino per farcela piacere. Tanto meno mettiamo al mondo animali proporzionati con l'intento preciso di ammirarli per la loro estetica. Nonostante ciò, animali e vegetali hanno sempre avuto un'armonia nella forma, anche prima che arrivasse l'uomo e la chiamasse in un modo o nell'altro. Allora perché questo numero c'è?
Semplice. Il rapporto non viene usato da nessun animale. Nessuna pianta cresce pensando: Ehi, manteniamo una certa proporzione, così affasciniamo l'uomo. Oppure sì?


Quello che bisogna dire, senza dare una vera e propria risposta, è che esseri animali (compresi gli umani) o esseri vegetali, cristalli e minerali... e quello che molti definirebbero natura, non usano il numero ɸ per mantenere le proporzioni, ma siamo noi che usiamo questo rapporto per osservare (e forse comprendere) la natura.